Torna A Jazz Supreme, luce abbagliante sulla modernità del jazz

Torna A Jazz Supreme, luce abbagliante sulla modernità del jazz

Terza edizione al via sabato 19 ottobre in Sala Vanni,  anteprima con Marc Ribot Songs of Resistance il 14 settembre per Firenze Jazz Festival

Luce abbagliante sulla modernità del jazz
Torna “A Jazz Supreme”

Un diorama di armonie in cui ogni suono è possibile, ogni frequenza è lecita. La rassegna A Jazz Supreme, diretta da Fernando Fanutti del Musicus Concentus e dal pianista Simone Graziano giunge alla sua terza edizione.

La rassegna prende il via sbato 19 ottobre in Sala Vanni. Quest’anno però AJS porta con sé una ghiotta anteprima prevista per sabato 14 settembre in Piazza del Carmine, in occasione del Firenze Jazz Festival (ingresso libero).
Sul palco il nuovo progetto di Marc Ribot (pubblicato anche su disco a settembre 2018), Songs of RESISTance, nel quale i testi sui diritti civili e i canti dei movimenti antifascisti partigiani (con o senza la musica di accompagnamento originale) sono al centro della scena. Ribot ne ha cucito intorno e attraverso anche un repertorio completamente originale che si fonde si alterna a passaggi di free jazz, canzoni d’amore, la resistenza musicale di Albert Ayler e di John Coltrane.

Va oltre le categorie e le divisioni di genere il trio Aarset/ Rabbia/ Petrella che inaugura a A Jazz Supreme sabato 19 ottobre in Sala Vanni presentando l’album “Lost River” benedetto dalla etichetta ECM.
Il batterista Michele Rabbia ed il chitarrista Eivind Aarset hanno già più volte suonato in duo, e Rabbia ha collaborato con il trombonista Gianluca Petrella in altri contesti, ma questo album segna un’assoluta premiere per il trio.
Per la maggior parte spontaneamente improvvisato, e con misteriosi dettagli nel soundscape, “Lost River” stupisce ad ogni ascolto. La batteria di Rabbia è liberamente creativa e propulsiva, e incanta attraverso l’uso dell’elettronica; i suoni di Aarset deliziano coloro che hanno apprezzato il progetto Dream Logic ed il suo contributo al disco con Nils Petter Molvӕr, Tigran Hamasyan e Andy Sheppard. Il ruolo di Petrella è quello di principale strumento e sorprende specialmente chi fino ad ora lo ha apprezzato “solo” come jazzista al fianco di Enrico Rava e Giovanni Guidi; mentre il suo spettro musicale ed il suo talento sono estremamente ampi e rientrano appieno nelle produzioni curate da Manfred Eicher e dalla sua ECM Records. Il concerto del trio sarà introdotto dal solo inedito della cantante Camilla Battaglia.

Specialista del Fender Rhodes, con numerosi album acclamati da pubblico e crtitica, è invece Jozef Dumoulin (26 ottobre). Con A Fender Rhodes Solo, il primo Solo nella storia di questo strumento uscito per la label francese Bee Jazz, riesce a mescolare sapientemente le musiche del mondo.
In apertura di serata il duo O-Janà formato dalla cantante Ludovica Manzo e dalla musicista elettronica/pianista Alessandra Bossa.

Nel quarto appuntamento di AJS il quintetto Frontal, ensemble guidata da Simone Graziano considerato uno dei migliori pianisti e compositori emersi recentemente nel panorama italiano (8 novembre). Tra i talenti che lo affiancano Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria. Che dire poi del chitarrista olandese Reinier Baas, tra i più rappresentativi musicisti della nuova generazione del jazz europeo. C’è poi anche Dan Kinzelman al sax tenore, americano naturalizzato in Italia, oramai voce tra le più autorevoli nel panorama europeo.
In questa occasione i Frontal presenteranno il nuovo album “Sexuality”, in uscita per l’etichetta Auand Records, interamente dedicato alla polifonia e poliritmia africana. In apertura l’ensemble Nerovivo, capitanato da Evita Polidoro a cui si aggiungono Davide Strangio, Nicolò Faraglia e Adele Russotto.

Al calendario della rassegna si aggiunge quest’anno il nome di Aaron Parks, pianista che debutta sulla prestigiosa etichetta Blue Note a soli venticinque anni con “Invisible Cinema”, seguito da altri tre dischi sempre su Blue Note con il trombettista Terence Blanchard. La BBC lo dichiara uno dei migliori album dell’anno, Jazz Time lo nomina come “un visionario”. Realizza due album anche con la ECM, tra cui un piano solo ed uno in trio registrato con Billy Hart e Ben Street.
Little Big è la nuova band di Aaron Parks, che in qualche modo continua la traiettoria tracciata nel 2008 da “Invisible Cinema”, con una particolare attenzione alla scrittura melodica, ai ritmi moderni e alla narrativa. I compagni Greg Tuohey alla chitarra, DJ Ginyard al basso elettrico e Tommy Crane alla batteria (già nota conoscenza del Musicus) portano la loro esperienza non solo dall’improvvisazione, ma anche dall’elettronica, dall’R&B, dall’indie pop (15 novembre). In questa occasione il concerto di Parks sarà introdotto da She’s analog, trio composto da Stefano Calderano, Luca Sguera e Giovanni Iacovella dedito all’improvvisazione radicale.

Il Piano trio, concepito come “nucleo operativo” rispetto ad una visione musicale in cui il materiale oscilla tra atto performativo e “compositività”, è l’ingrediente principale del Giampiero Locatelli Trio che presenta il disco “Right Away”, uscito lo scorso anno per l’etichetta Auand (23 novembre).
Per ciò che concerne l’estrazione culturale, da cui deriva la fonte ispiratrice dell’intero progetto, è pressoché impossibile stabilire se si possa trattare di un materiale preminentemente jazzistico (come nel caso delle tracce From Afar, From Last Frame), spiccatamente compositivo (ad esempio …toward….backward!, Right Away) o fortemente ambiguo (FIzzle, deed slow, whistle!).
Nella stessa sera sul palco della Sala Vanni “ClarOscuro”, la nuova formazione diretta dal contrabbassista pugliese Matteo Bortone, vincitore del Top Jazz 2015 come Miglior Nuovo Talento e già leader dei ‘Travelers’, quartetto franco/italiano che si muove tra sonorità d’avanguardia e atmosfere rock, secondo uno schema ben rodato e composizioni a metà tra songwriting e improvvisazioni taglienti. Tutt’altra direzione qui, già a partire dalla strumentazione: il piano trio.

Nel penultimo appuntamento di AJS spazio alla Tower Jazz Composers Orchestra, ovvero l’orchestra residente del Jazz Club Ferrara (29 novembre). L’ampio organico, che prevede la possibilità di turnover tra vari musicisti, è nato come naturale evoluzione di due progetti didattici (The Unreal Book e The Tower Jazz Workshop Orchestra), portando queste diverse esperienze a una rinnovata sintesi forte di una formazione più stabile e un repertorio incentrato su composizioni e arrangiamenti originali.
Affidati alla direzione di Piero Bittolo Bon e Alfonso Santimone, gli elementi mettono in gioco collettivamente le proprie idee musicali con creatività e sorprendente empatia, eseguendo partiture pensate per l’orchestra stessa e rivisitazioni di brani provenienti da varie tradizioni. È così possibile definire la TJCO come un’esperienza orizzontale a dimensione variabile e con un regime partecipativo.

Chiude la terza edizione di AJS “Mappe per l’Eden”, un progetto di ricerca musicale che unisce due dei gruppi più significativi della scena jazz italiana degli ultimi vent’anni. Si tratta infatti di una fusione tra Dinamitri Jazz Folklore e Open Combo, due gruppi che, oltre a condividere alcuni dei propri musicisti, condividono lo stesso approccio alla ricerca privilegiando la natura sociale della pratica musicale (6 dicembre). “Eden” ricostruisce e rielabora il percorso dell’evoluzione musicale dalle origini dell’uomo, svelando quel filo rosso che collega musiche di popoli e di epoche apparentemente distanti tra loro.
Traendo ispirazione dagli sudi di Cavalli Sforza sulla deriva genetica e linguistica, applicati poi da Grauer (allievo di Alan Lomax) in ambito musicale, e ammirando quelle mappe genetiche, linguistiche e musicali che disegnano gli spostamenti delle popolazioni primitive svelando legami inaspettati tra culture e popoli agli antipodi del mondo, abbiamo ritenuta doverosa una riflessione sul mondo contemporaneo e su quanto le migrazioni di oggi possano essere riconsiderate alla luce del segno positivo dato da qualsiasi incontro e scambio di culture, senza mai dimenticare che l’umanità da sempre non può che vivere unita nel proprio viaggio cosmico su questo pianeta. Evento proposto in collaborazione con Music Pool.

QUA tutti i concerti A JAZZ SUPREME

A JAZZ SUPREME, Luce abbagliante sulla modernità del jazz – terza edizione

Piazza del Carmine: ingresso libero
Inizio concerto ore 22:15

Sala Vanni: biglietti numerati in prevendita 13€+dp QUA // Biglietti numerati interi alla porta 20€ (se disponibili)
Abbonamento (disponibilità limitata) 65€+dp QUA
Inizio concerti ore 21:15

Biglietti ridotti 20% alla porta (se disponibili) per soci Arci, soci Coop e under 25
Prevendite Circuito Box Office Toscana e TicketOne