VENERDÍ 20 NOVEMBRE 2009 ore 21.15 SALA VANNI - Piazza Del Carmine 14 - FIRENZE - Mappa
FABRIZIO PUGLISI e ANTHONY COLEMAN
The Piano Hour Series, giunta alla seconda edizione, illustra modi e tendenze di vari protagonisti della tastiera, in un costante alternarsi di musicalità, dalla scena toscana a quella internazionale, da artisti legati al jazz, al rock, alla ricerca, al tango, che presenteranno creazioni realizzate appositamente per la serie di concerti. Per quattro venerdì consecutivi due solisti si alterneranno al pianoforte in due performance separate. The Piano Hour Series è ideata dal musicista, produttore e giornalista Ernesto de Pascale e dal Musicus Concentus.
1° concerto FABRIZIO PUGLISI pianoforte
Fabrizio Puglisi, uno dei solisti più dotati della nuova scena italiana, sarà impegnato con “Solo for piano and toys”, una performance ispirata dalla lettura del “Trattato di musica” scritto dall’artista visivo, musicista e performer Giuseppe Chiari, legato al movimento di avanguardia Fluxus. Puglisi si ispira alla scena più libera della musica italiana, rivelando le sua natura attenta a catturare gli stimoli più differenti. Tra le sue prove si ricordano la lunga permanenza ad Amsterdam, dove ha collaborato con i più validi musicisti della scena olandese, Tristan Honsinger, Han Bennink, Ernst Glerum, Ab Baars, Sean Bergin, Ernst Reijseger, Tobias Delius, ed ha composto musica per la big band Tetzepi. Altre collaborazioni successive lo hanno affiancato a Louis Sclavis, Lester Bowie, Don Moye, John Zorn, Steve Lacy, George Russell, David Murray. Tra i suoi cd più recenti si ricorda quello con il trio Rope, “Have You Met Miss Bates?”, pubblicato dall’etichetta El Gallo Rojo, in cui Puglisi con singolare abilità rivisita capolavori del jazz.
Video: Fabrizio Puglisi @ Elefante Rosso
2° concerto ANTHONY COLEMAN pianoforte
Per il suo ritorno a Firenze Anthony Coleman presenterà “Freakish”, il suo nuovo disco pubblicato dall’etichetta Tzadik di John Zorn e dedicato alle composizioni di Jelly Roll Morton, il geniale pianista e compositore degli anni ’20 che si vantava di essere l’inventore del jazz. Pianista, tastierista, trombonista, cantante e compositore, Anthony Coleman è tra i protagonisti di rilievo della scena musicale newyorchese delineatasi dai primi anni ’80. Coleman ha alternato produzioni più a contatto con la tradizione del jazz e della new music, a quelle radicate nella cultura musicale ebraica, di cui ha segnalato l’attualità in un movimento musicale che conta sui talenti di John Zorn, Marc Ribot, Uri Caine. Tra queste il capitolo cruciale con il trio Sephardic Tinge, che ha offerto un viaggio partito dalla tradizione musicale sefardita ebrei spagnoli, per approdare al jazz, rintracciando elementi comuni nel ritmo, tra tempi dispari e struggenti melodie. Coleman è noto per le sue colonne sonore suonate dal vivo per classici del cinema muto, e per decine di collaborazioni, con Glenn Branca, David Krakauer, Dave Douglas, John Zorn, e con il chitarrista Marc Ribot, di cui è stato tastierista nel popolare gruppo Los Cubanos Postizos.